Martin Caparrós ci guida alla scoperta dell’Argentina degli anni Trenta: “Tutto per la patria” è un viaggio che, dal mondo del calcio, ci porta nel costume e nelle atmosfere sudamericane, tra spiantati sempre alla ricerca di denaro e donne misteriose che possono far perdere la testa.

Siamo a Buenos Aires, nel 1933. Bernabé Ferreyra, il giocatore di calcio più famose del momento, il più grande fuoriclasse mai visto, è scomparso. Si vocifera che si sia allontanato volontariamente, ma nessuno sa dove si stia nascondendo. Andrés Rivarola è un poco di buono: non ha un lavoro, non ha soldi, e riesce sempre a combinare qualche guaio. Per racimolare un po’ di denaro, si ritroverà a indagare sulla morte di Mercedes, la fidanzata di Bernabé.

Protagonista assoluta di questo thriller sui generis è la città di Buenos Aires, con i suoi contrasti, le sue mancanze e la sua voglia di vita. I personaggi di questo romanzo sono tutti animati da grandissima passione: che si tratti di calcio o di tango, i bonaerensi ci credono davvero, si perdono nelle loro idee o tra le note di una milonga.

Martin Caparrós è nato proprio a Buenos Aires, nel 1957. Laureato alla Sorbona, ha lavorato a Madrid per El pais, per poi tornare in patria alla fine della dittatura. Ha scritto per molte testate giornalistiche, tiene regolarmente una rubrica su Internazionale ed è anche attivo romanziere (il suo “La fame”, pubblicato da Einaudi nel 2015, gli è valso il premio Tiziano Terzani).

Martin Caparrós

Andrés Rivarola, detto «Pibe», è un trentenne confuso e spiantato che si arrangia come può nella Buenos Aires degli anni Trenta. Sogna di scrivere testi per il tango, ma l'ispirazione latita, un po' come la fortuna, che si guarda bene dal baciarlo. La sua compagna lo ha lasciato e non gli permette di vedere la figlia Estelita, è stato licenziato, non ha più una casa - dorme in una pensione fatiscente - e per fare un pasto dignitoso è costretto a tornare da mammà. A Rivarola non resta che dormire tutto il giorno e bighellonare con i suoi amici di notte, tra fumose sale da biliardo e loschi bar del centro. E proprio durante una di queste rumorose notti portegne, riceve una proposta dall'amico Gorrión, piccolo spacciatore in odore di guai: ritrovare il calciatore più famoso d'Argentina, Bernabé Ferreyra. L'attaccante del River Plate si sarebbe nascosto nel suo paesello nella pampa, perché il suo club non lo paga abbastanza, pare. Andrés accetta di improvvisarsi investigatore, convinto che in fondo si tratti solo del capriccio di un ragazzino accecato dal successo. Se Rivarola avesse un olfatto più acuto fiuterebbe che la faccenda è marcia, non foss'altro per l'ingerenza del viscido Manuel Cuitiño, dirigente del River Plate, ma soprattutto boss del mercato della carne e non solo. Fortuna, almeno, che Andrés può contare su una fedele Watson: Raquel Gleizer, dai capelli (e dal carattere) rosso acceso, che si veste da uomo, rifiuta le convenzioni sociali e frequenta gli ambienti delle avanguardie letterarie. Rivarola è da tempo innamorato perso di lei, ma Raquel, ça va sans dire, non ne vuole sapere. Tanto più che sono in tanti a farle la corte, anche tale Jorge Luis Borges, un poetastro ridicolo e sfortunato. Dopo i primi giorni sulle tracce del fuoriclasse, a Rivarola sembra già di nuotare in un mare di guai, ma quando scopre che Mercedes, figlia di un leader della destra ultranazionalista e fidanzata segreta di Bernabé, è stata sgozzata, quel mare diventa un oceano in cui sta annegando... Sullo sfondo di una Buenos Aires assediata dalla crisi e consolata dal mito del calcio, fra scontri politici e ferventi ambienti culturali, Martín Caparrós scrive un giallo storico scoppiettante di personaggi e colpi di scena, in cui ricostruisce, con allegra meraviglia, un'epoca in cui già si delineava l'Argentina di oggi.

Tutto per la patria di Martin Caparrós

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