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Perfette bugie per Peter Swanson

Torna colui che ormai è diventato una garanzia per gli amanti del thriller psicologico: Peter Swanson ci racconta la sua “Perfetta bugia”.

Il giorno della laurea, Harry Atkinson riceve la peggiore delle notizie: suo padre, Bill è morto; durante una delle sue abituali passeggiate, è caduto rovinosamente dalla scogliera. A informarlo dell’accaduto è Alice, la sua giovane matrigna, ancora incredula per la morte del tanto amato marito. Così Harry torna nel Kennewick Village (nel Maine), dove suo padre si era trasferito poco dopo la morte della prima moglie e aveva aperto un negozio di libri rari e antichi, la sua vera grande passione. Harry si ritroverà catapultato in una realtà ben diversa da quella che si era costruito nella sua testa.

La nostra percezione della realtà

E direi che è proprio questo il tema centrale del libro: quanto le nostre percezioni rispondono alla realtà? Sia i due protagonisti, Harry e Alice, che i comprimari dovranno fare i conti con il contrasto tra ciò che è vero, ciò che viene loro raccontato e come ogni cosa possa essere elaborata in modo diverso da menti diverse. Non è tanto il contrasto tra bugia e verità ciò di cui ci parla l’autore, quanto il confronto tra la realtà e quello che raccontiamo a noi stessi: la pseudologia fantastica, la mitomania.

peter swanson
Peter Swanson

Una perfetta bugia (titolo originale All the Beautiful Lies, pubblicato nel 2018 da William Morrow e egregiamente tradotto per Einaudi da Letizia Sacchini) è il quarto romanzo di Peter Swanson, che ha raggiunto il successo internazionale con Quelli che meritano di essere uccisi (che presto diventerà un film), confermato dal claustrofobico Senti la sua paura (uscito sempre per Einaudi nel 2018).

Perversioni

E proprio come nel romanzo uscito in Italia l’anno scorso, un tema centrale di questo thriller psicologico ottimamente orchestrato è la perversione, che si manifesta in modi diversi nei vari personaggi. Loro stessi devono fare i conti con pensieri sordidi e con le loro “perfette bugie”; nella maggior parte dei casi sono consapevoli della depravazione e cercano di combatterla. Qualcuno, invece, non riesce a salvarsi e resta invischiato nelle tele che la sua mente perversa ha teso nel corso del tempo.

E come inconsapevoli e istintive mosche, anche noi lettori ci lasciamo catturare da questa ragnatela di cattiverie contro gli altri e contro se stessi, che affonda le sue radici nell’infanzia, o comunque nel passato… in quel passato in cui ognuno è fragile e si lascia plasmare da chi ha intorno.

Il talento della suspense

La sfortuna di trovarsi in ambienti malsani e non riuscire a capire la differenza tra il bene e il male è altro tema centrale di questo romanzo in cui i capitoli si alternano in presente e passato, una forma ormai abbastanza abusata ma che Swanson è in grado di reggere, mantenendo alta la tensione e svelando quanto basta per rendere anche questo suo thriller un page turner coi fiocchi.

Scrivere un thriller psicologico credibile non è facile. Di capolavori del genere non ce ne sono molti: si pensi al grande Sebastian Fitzek o, per restare in Italia, ai libri di Mirko Zilahy. Peter Swanson, secondo me, ha le carte in regola per arrivare a scrivere ottimi romanzi. Con questo voglio dire che anche in questo ho trovato alcuni aspetti poco credibili, soprattutto nella presa di coscienza della realtà da parte di Harry, che sembra svegliarsi improvvisamente dal torpore che lo ha tenuto sottosoglia per tutto il romanzo. Ciò non toglie che la lettura è piacevole e la costruzione della trama impeccabile.

I personaggi

Quello che amo di questo autore, in particolare, è il modo in cui riesce a tratteggiare i suoi protagonisti, sfaccettandoli e rendendoli assolutamente empatici. E non è cosa da poco. Poi, si sa, la suspense la deve fare da padrone…

“Non era bravo con le parole. Le frasi gli ribollivano di continuo nel cervello – a volte gli sembrava di non fare altro che raccontare a se stesso la propria vita –, ma trasferirle all’esterno si era sempre rivelato insidioso.”

KENNEBUNKPORT – AUGUST 8: Nice view of the small harbour on August 8, 2015 in Kennebunkport, Maine, USA

Altra cosa che mi colpisce in Swanson è il modo in cui riesce a rendere l’ambientazione senza soffermarsi troppo sulle descrizioni: in pochi tratti i luoghi si vedono, si sentono. Anche Kennewick Village, ridente cittadina del New England, si mostra in tutto il suo splendore di gabbiani e perfette bugie.

Una scrittura diretta, essenziale, efficace; con qualche difettuccio, forse, ma certamente una lettura da fare se si ama il thriller psicologico. Dunque, Una perfetta bugia di Peter Swanson è il thriller dell’estate. Buona lettura!

Grazie a SulRomanzo.it e a Einaudi!

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