"La bussola d'oro", scritto da Philip Pullman nel 1995, è il primo romanzo della trilogia "Queste oscure materie", che comprende anche "La lama sottile" e "Il cannocchiale d'ambra".

Ho terminato da poco la lettura di questo romanzo e non posso fare a meno di pensare che... anche io voglio un daimon! Soprattutto, non vedo l'ora di dedicarmi alla lettura dei prossimi capitoli, perché Lyra e Pan, Iorek e tanti altri sono rimasti nel mio cuore.

Si tratta certamente di romanzi adatti agli adolescenti, ma anche di una lettura piacevole e stimolante per gli adulti, sia per staccare con leggerezza dalla realtà sia per riflettere su cosa si perde, crescendo. Perché di questo parla, soprattutto, "La bussola d'oro": della perdita della purezza che avviene quando cresciamo.

Tra daimon che smettono di mutare e prendono la forma... No, non voglio dirvelo!

E la polvere che si deposita su di noi...

"La bussola d'oro" è la storia di come perdiamo la genuinità, della nostra paura di invecchiare e di smettere di sognare.

Se girate su internet, trovate tantissimo su questa trilogia, quindi non starò qui a tediarvi.

aletiometro

Solo una curiosità: il titolo del libro si riferisce all'oggetto che Lyra porta sempre con sé e che è la chiave di tutta la storia: l'aletiometro. L'aletiometro è, appunto, una sorta di bussola, con tre lancette e tanti simboli. Solo Lyra riesce a interpretare ciò che dice la bussola. Nel libro, le viene spiegato che l'aletiometro dice, semplicemente, la verità a chi sa interpretarlo (dal greco aletheia). Questo è uno dei tanti rimandi al mondo classico contenuti in questo libro. Vi consiglio di leggervi questo interessante articolo sulla lingua nei libri di Philip Pullman e il dizionario della bussola d'oro.

Lyra vive al Jordan College di Oxford. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato "teologia sperimentale". E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Ma questo mondo sta per attraversare un periodo critico...

Nel 2007,  Chris Weitz ne ha tratto un film con protagonisti di grande calibro. Presto pubblicherò un articolo in cui confronto il romanzo e la sua trasposizione cinematografica.

Intanto, qui, potete godervi il trailer.

Lascia un commento





Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.