Mi piacevano i libri con le avventure, ci passavo delle giornate sopra. M'immaginavo che a fare quei viaggi tipo di fantasia ero io. Era proprio così che facevo: leggevo con un dito seguendo ogni rigo e intanto m'immaginavo che a fare tutte quelle cose di viaggi, principesse e magie strane ero io. Così non mi mancava niente, era come uscire per davvero per il mondo.

Non lasciatevi ingannare da questa citazione: "I Cariolanti", di Sacha Naspini (pubblicato nel 2009 da Elliot e uscito a febbraio 2020 nella nuova edizione e/o) non è un libro melenso che parla di un giovane sfortunato, che non ha potuto studiare, che la vita ha costretto al degrado sociale e interiore. Cioè, è anche questo, ma molto, molto di più.

Non voglio dirvi troppo della trama, perché per me (che non avevo letto nemmeno la sinossi (sono andata sulla fiducia, vista la stima che ho per l'autore e l'editore) è stata una sorpresa continua.

Vi dirò che si tratta di un romanzo di mal-formazione, certamente sui generis; un romanzo cattivo cattivo, che vi colpirà dritto al cuore, facendovi commuovere, suscitandovi una profonda sensazione di schifo, mostrandovi l'orrore che si può nascondere (davvero inatteso) in chiunque, chiunque.

Non è un giallo, ma è intriso di suspense vi farà venire i brividi.

Naspini ha uno stile di scrittura (che si ritrova forte e chiaro in "Le case del malcontento", e/o, 2018) che ti tiene lì incollato, che, mentre ti sembra di leggere un libro come tanti... ZAC! ti rigira tutto, ti sbalordisce a ogni voltar di pagina.

Rispetto al citato "Le case del malcontento", "I Cariolanti" è, a mio parere, molto più incisivo: più breve e intenso, più diretto, più scioccante.

Bastiano ci racconta le tappe importanti della sua vita, a cuore aperto, senza filtri, dai nove ai cinquantadue anni. Il fatto che il romanzo sia scritto in prima persona non fa altro che accentuare la sensazione che Bastiano (e non solo lui) stia parlando proprio con noi, come a sfogarsi, a tirare fuori tutto...

E noi non possiamo fare altro che fare ciò che fa lui: seguire col dito ogni riga e vivere l'orrore, la crescita, il dolore tanto profondo da toglierti le lacrime e farti capire che no, alcuni non ce la possono fare.

Cani randagi

Alla fine, se non fosse successo tutto questo trambusto all'improvviso, avrei potuto anche restarci per sempre qui con voi, che anche se non ci parlavamo per niente io lo sapevo che mi volevate bene. Come io ne volevo a voi. Però quando uno è bestia nell'anima non ci si può fare tanto.

Non aggiungo altro perché, davvero, dovete scoprire da soli la meravgilia di "I Cariolanti" di Sacha Naspini. Solo un'ultima cosa: il capitolo 8 è un capolavoro, che reggerebbe una pubblicazione a sé.

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