ho ucciso un'idea

Nel maggio del 1944 l’efferato omicidio di due nobili vicini al regime scatena una corsa contro il tempo.
Il maggiore Kaminsky, ufficiale delle SS da poco giunto in città, è stato categorico, se il colpevole non verrà assicurato alle autorità entro pochi giorni scatterà la rappresaglia.
Ermanno Luci, il giovane brigadiere dei Carabinieri al quale vengono affidate le indagini, dovrà affrontare una sfida in cui le scale di valori, anche quelle più solide, verranno messe alla prova dall’evolvere degli eventi.
Sullo sfondo della città tra il mare e le bianche cascate di marmo, i personaggi, credendo di combattere contro il nemico, ingaggeranno una dura lotta con se stessi.
Ermanno e l’appuntato Marco Paladini, assieme a un vecchio sarto e al piccolo Giorgio Orlandi, entrambi costretti dalla guerra a vivere in una ex caserma nella zona est del centro storico, si muoveranno in un intricato reticolo le cui maglie, con il trascorrere delle ore, si stringeranno attorno alle loro esistenze.
In un luogo già provato dal ventennio che deve ancora conoscere il lato peggiore del conflitto, nel serrato scontro per la supremazia ideologica messo in piedi dagli uomini, anche le donne avranno un ruolo fondamentale.
Bianca, con la sua voglia di partecipare, arriverà sull’orlo del precipizio portando con sé quante hanno tentato di interrompere la linea di continuità che unisce la vanità dei maschi.

 

Ho ucciso un'idea, di Emiliano Pianini

 

Intervista all'autore, La Nazione

 

 

Lascia un commento





Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.