Quando l’ansia si fa libro. “Confessioni di un NEET” di Sandro Frizziero

 

In “Confessioni di un NEET” l’insegnante chioggiotto Sandro Frizziero, classe 1987, ci regala il ritratto di un giovane d’oggi, uno di quei due milioni di ragazzi (come ha detto lui stesso in un intervento alla trasmissione Coffee Break di La7) accantonati dal dibattito politico e che sono pieni di ansie, soffrono di eccesso di realismo e hanno troppo i piedi per terra.

NEET = not (engaged) in education, employment or training…

… il nostro NEET hikikomori clodiense si rifugia nella sua stanza per sfuggire a qualunque tipo di stereotipo, si inventa un impiego per rispondere alle aspettative dei genitori, succubi delle convenzioni sociali. Il suo unico scopo nella vita? Trasferire se stesso nella Rete.

Un animale, il gatto, che ti guarda con lo spirito di chi ti ha fregato, di chi te l’ha fatta sotto il naso e, per questo, meritevole di rispetto.

In compagnia delle sue gatte parlanti, Asia e Nina, simbolo anch’esse della società come la vede il nostro NEET, cerca un modo per annullarsi, per estraniarsi completamente da una società in cui dice/pensa di non riconoscersi, ma che forse, in fondo, lo spaventa solamente.

Perché oggi, secondo me, mancano proprio le basi: è interessante il NEET quando racconta di come il padre lo spinga a cercare lavoro, a uscire di casa, a confrontarsi col mondo, eppure non fa altro che lamentarsi di come il lavoro, i colleghi, la burocrazia e le convenzioni gli abbiano rovinato l’esistenza. Di fronte a una famiglia che disillude, ci vuole ancora più forza per prendere il volo.

Lottate, lottate voi, superate ostacoli. Io me ne resto a casa.

Il nostro NEET ci racconta tutto di sé, ogni particolare della sua vita (anche i più intimi), della sua vita vera, non di quella che posta sui social in risposta a ciò che sui social legge. Si rapporta al mondo sulla base delle aspettative che il mondo ha da lui. E usa i social per stimolare gli altri a tirare finalmente fuori il peggio di se stessi.

Oggi si ostenta tutto, senza filtri, amore e disprezzo, passione e odio, e io stesso in queste righe non sto facendo esattamente lo stesso? Non sto forse producendo dati riguardanti l’intimità della mia mente un po’ come se volessi trasferire l’interno delle mie mutande in un file di testo?

Attraverso i social critica la società tutta, la piccolezza delle persone, eppure vuole diventare digitale… interessante incoerenza, forse propria anch’essa dei giovani d’oggi (interessante, sul linguaggio dei social, anche il libro “Tienilo acceso” di Vera Gheno e Bruno Mastroianni).

“Confessioni di un NEET”, insomma, è un concentrato di sarcasmo che manifesta la disillusione, croce e delizia di un mondo che si evolve troppo rapidamente.

Vi invito a leggere con attenzione i titoli dei vari capitoli: simpatici, originali sentenze irrinunciabili e necessarie (questo, probabilmente, il mio preferito Certe persone ti fanno a pezzi perché non sono in grado di affrontarti tutto intero).

Sandro Frizziero è capace di grande ironia e, seppure con uno stile molto leggero e piacevole (e sfruttando la narrazione in prima persona, espediente che azzera la distanza tra noi lettori e il suo NEET), riesce ad aprire una finestra su una realtà che è ormai molto radicata nell’Italia di oggi ma che (o forse proprio per questo motivo) sembra quasi venire ignorata; peggio ancora, spesso capita di sentir dire che i giovani di oggi non hanno forza di volontà, non hanno spirito di sacrificio, “se cerchi un lavoro, lo trovi; se non lo cerchi, non sarà certo lui a trovare te!”… Ma ci siamo mai davvero soffermati a pensare a quanto possa essere difficile per un giovane di oggi affrontare una società dominata dai social, dall’apparenza, dalla necessità di arrivare dove gli altri si aspettano, senza avere la possibilità di soffermarci su noi stessi, per capire quali siano davvero i nostri desideri?

Ecco, “Confessioni di un NEET” può certamente aiutare a guardare questa generazione con occhi diversi. Una penna originale si affaccia sul panorama letterario italiano.

Grazie a SulRomanzo.it

Con l’acronimo NEET (Not in Education, Employment or Training) si comprendono i giovani che non studiano, non lavorano né sono impegnati in attività di formazione. Il NEET protagonista di questo libro vive a Chioggia, in casa dei genitori o meglio in una stanza della casa dalla quale esce solo spinto dai bisogni fisiologici, dalle ramanzine del padre o dalla pasta al forno della madre. Il grosso della giornata lo passa tra letto e computer in compagnia di Asia e Nina, due gatte oltremodo schiette, che non si astengono da aspre critiche nei confronti del loro “padrone”. Il nostro NEET si autodefinisce “rivoluzionario”: non vuole un lavoro, che gli appare tanto alienante quanto carico d’illusioni per chi lo ottiene, e non vuole neanche una relazione che, insieme all’amore, considera unicamente fonte di ipocrisie oltre che di inutili responsabilità. Questo giovane uomo trasuda misantropia e disprezzo nei confronti dell’intera società, che ritiene malata nel suo bisogno di finti bisogni. La sua unica finestra sul mondo è Facebook, in cui, come crede, un NEET intelligente può destreggiarsi ingannando abilmente gli altri, vittime della loro stessa ignoranza e protesi unicamente al soddisfacimento di desideri creati a tavolino da qualche multinazionale californiana.
Un libro che si ribella ai luoghi comuni imperanti attraverso l’atteggiamento del protagonista, personaggio originale e folle quanto basato su comportamenti pericolosamente diffusi.
Una disamina sicura e intelligente della modernità nei suoi meccanismi malati per una satira feroce della società contemporanea.
Un modo nuovo di narrare, per una storia paradossale e venata di profonda ironia, da parte di un giovane esordiente dalla penna incredibilmente matura.

Io, dentro la mia stanza, ho creato un mondo senza diritto, senza storia, senza tempo, dove il sovrano assoluto sono io. Un regno dall’economia semplice, consistente solo nelle calorie che brucio e nei byte che scarico, un regno di dodici metri quadrati dove il sole della Rete non tramonta mai.

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